In questa pagina sono a disposizione gli aggiornamenti riguardo lo stato delle donazioni e il loro utilizzo da parte dell'Associazione Tamara Onlus; per contattare i responsabili dell'associazione consultare la pagina contatti e info.
News
Sostegno a Casa di Gabri
Ciao a tutti,
e’ in atto una raccolta fondi
tramite Telecom Italia a sostegno di CASA DI GABRI di cui vi abbiamo parlato
spesso e che sosteniamo personalmente da tempo.
Casa di Gabri è una comunità per neonati e bambini affetti da gravi patologie
cerebrali e conseguenti plurimenomazioni (insufficienza respiratoria,
alimentare, ritardo globale di sviluppo, anomalie posturali) con prognosi di
vita limitata nel tempo. L’obiettivo è quello di accogliere i piccoli in una
casa, in alternativa all’ospedale, all’istituto o alla famiglia, qualora questa
non fosse presente o in grado di gestire i bisogni sanitari del bambino. È
previsto un progetto individualizzato di cura e di assistenza in un contesto
accogliente e famigliare.
Casa di Gabri accoglie fino a 5 minori da 0 a 3 anni, di cui 4
posti residenziali ed 1 posto riservato al pronto intervento e/o sollievo. I
bambini, se necessario, potranno restare nella comunità anche oltre il 3º anno.
L’inserimento avviene su richiesta dei Servizi Sociali contattati dagli ospedali
o dal Tribunale per i Minorenni.
Inviando un SMS da cellulare TIM o
chiamando da telefono fisso il numero 45566, saranno accreditati euro 2 a favore
di questo progetto.
... Ti invitiamo a diffondere questa iniziativa che si
concluderà il 7 febbraio 2012. Ringraziamo anticipatamente per la
collaborazione e per la partecipazione alla realizzazione di questo progetto
benefico!
il 22 Gennaio è stato il compleanno di Tamara. Oggi 2 Febbraio, 10 giorni dopo, è la ricorrenza del 5° anno dalla sua morte per omicidio.
Di lei portiamo con noi, ogni giorno, i suoi insegnamenti fatti di semplicità, di dolcezza, allegria e di amore per tutti, soprattutto per i bambini, gli indifesi e i più deboli.
Ogni giorno con noi resta la sua parte più bella, il sorriso che regalava nel modo più puro che potesse esistere. Il sorriso di un bambino negli occhi di una donna.
Tg5 e Indignato speciale a sostegno delle nostre richieste
Da sempre siamo impegnati per sensibilizzare sulla necessità di fornire aiuto da parte dello Stato alle vittime di violenza o alle loro famiglie. I nostri sforzi mirano anche a cambiare una realtà che allo stato dei fatti vede l'Italia (condannata per questo anche dalla Corte Europea di Giustizia) totalmente assente nel fornire qualsiasi forma di sostegno a chi ha subito un crimine.
Abbiamo lanciato il nostro appello al TG5 che nella persona del direttore Clemente Mimun e del vice direttore Andrea Pamparana lo hanno accolto con molta sensibilità dando voce alla nostra richiesta di aiuto.
A loro e a tutta la redazione va il nostro ringraziamento anche per la promessa fatta di non abbandonare l'argomento e soprattutto chi è vittime di un crimine e di questa incomprensibile situazione di abbandono totale da parte dello Stato.
Anche quest'anno per Natale abbiamo confermato il nostro impegno a sostegno di Agorà97 (www.agora97.it) ed in particolare di Casa di Luca e Casa di Gabri acquistando e fornendo loro i beni indicatici:
Scarpe: 4 paia tg. 26 4 paia tg. 25 4 paia tg. 24
Felpe in cotone: 1 tg. 8 anni 3 tg. 6 anni 4 tg. 5 anni 1 tg. 2 anni
Felpe in pile: 3 tg. 4 anni 4 tg. 3 anni 2 tg. 2 anni 2 tg. 1 anno
Tute in cotone: 2 tg. 5 anni 3 tg. 4 anni 3 tg. 3 anni 1 tg. 2 anni 1 tg. 1 anno
Il progetto, dedicato a Mara e a tutte le vittime di violenza, fortemente voluto da noi per porre l'attenzione sulla necessità di fornire un supporto a chi ha subito un crimine arriva nel capoluogo lombardo attraverso un'esposizione presso la prestigiosa sede del Museo Fondazione Matalon in Foro Bonaparte 67 a Milano.
Informazioni per la mostra: Inaugurazione: Giovedì 20 Ottobre h.19.30 Sede della mostra: Museo Fondazione Luciana Matalon, Foro Bonaparte 67, Milano Periodo: 20 Ottobre - 29 Ottobre Orari: Da Martedì a Sabato dalle 10 alle 19. Apertura straordinaria Domenica 23 Ottobre dalle 10 alle 19. Ingresso gratuito Per qualsiasi informazione o chiarimento è possibile contattarci presso i seguenti recapiti: Responsabile del progetto: Livio Moiana tel. 338 7072174 livio@tamaramonti.it
BASTA! è un progetto fotografico realizzato da Tamara - onlus per porre l'attenzione sul problema del sostegno alle vittime della violenza sia nei giorni di massima attenzione in cui è stato subito il crimine, sia quando i riflettori si spengono, nei periodi successivi in cui la vittima o la famiglia della vittima devono affrontare una nuova fase della propria vita senza avere le forze a livello psicologico, i mezzi e i riferimenti per farlo. La vittima troppo spesso si trova abbandonata, chiusa in se stessa piena di paure e di certezze negative che le impediscono di gestire la fase post trauma, nella propria sensibilità, nei rapporti personali, sociali e di lavoro. Gestire in proprio un crimine subito porta spesso ad errori o a una fase di chiusura che ostacola il tentativo di affrontare una vita che non è stata scelta. Tamara - onlus ritiene che sia fondamentale aiutare le vittime della violenza facendo un primo passo verso di loro, senza aspettare che siano esse a trovare il coraggio di compierlo quando ormai è tardi, accompagnandole in un percorso che le aiuti a reintrodursi nella nuova difficile realtà. Il progetto è informativo e non a scopo di lucro. I testimonials che hanno aderito al progetto e il cui urlo di protesta e indignazione è rappresentato in una raccolta di foto in bianco e nero sono: Alberto Brandi, Alena Seredova, Alessandra Nardo, Alessandro Cantarella, Alessandro Rostagno, Andrea Montovoli, Andrea Pellizzari, Andrea Roncato, Andrea Santonastaso, Angelo Pintus, Anna Valle, Barbara Benedettelli, Baz, Beppe Bergomi, Beppe Convertini, Bruno Arena, Bruno Longhi, candida Livatino, Claudio Brachino, Carmen Russo, Claudia Penoni, Claudio Chiappucci, Cristian Brocchi, Cristiano Doni, Cristiano Militello, Cristina Chiabotto, Cristina Del Basso, Daniele Rocca, Dario Cassini, Dario Vergassola, Davide Paniate, Davide Paolini, Elena Di Cioccio, Elenoire Casalegno, Elisabetta Cianfanelli, Emanuele Filiberto di Savoia, Emilio Gatto, Enzo Miccio, Enzo Paolo Turchi, Eva Henger, Federica Panicucci, Federico Basso, Filippo Nardi, Francesca Senette, Franco Trentalance, Gene Gnocchi, Giacomo Galanda, Giampiero Perone, Gianluca Zito, Gianmarco Pozzecco, Gianni Cinelli, Gip, Gisella Donadoni, Guido Meda, I ditelo voi, I Turbolenti, Johnathan Kashanian, Keila Guilarte Gonzalez, Leonard George, Lorenzo Riva, Luca Abete, Luca Serafini, Marco Balestri, Marco Marzocca, Mary Carbone, Massimiliano Rosolino, Massimo Scatta, Maurizio Galimberti, Maurizio Mosca, Max Cavallari, Max Laudadio, Micol Ronchi, Milena Miconi, Natalia Titova, Nicola Savino, Nikki, Pallacanestro Varese - foto di squadra, Paolo Cavallone, Paolo Cevoli, Paolo Liguori, Paolo Migone, Patch Adams, Pucci, Regina, Ringo, Rita Pelusio, Rossella Brescia, Sergio Sironi, Silvia Baldo, Stefano Borgonovo, Tessa Gelisio, Veridiana Mallmann, Vittorio Sgarbi. Video di Basta!: http://www.youtube.com/watch?v=F2nWCbnU-gI Sito ufficiale: www.tamaramonti.it/basta ".
Pallacanestro Varese sostiene il progetto "Basta!"
Siamo felici di annunciare che Pallacanestro Varese ha scelto di sostenere il progetto "Basta!". Varese è la prima squadra del panorama sportivo italiano a partecipare all'iniziativa promossa da Tamara Onlus per sostenere le vittime di violenza e le loro famiglie. Il progetto "Basta!" si sviluppa in una mostra fotografica itinerante (con ingresso gratuito) che ha già fatto tappa a Firenze e a Fano e che si sposterà nei prossimi mesi in altre città italiane. Oltre alla Cimberio altri 90 personaggi famosi dello spettacolo e dello sport tra i quali Paolo Cevoli, Gianmarco Pozzecco, Beppe Bergomi e Giacomo Galanda, hanno aderito al progetto. Nella scatto realizzato dal fotografo Livio Moiana la squadra della Pallacanestro Varese è immortalata nel momento di un urlo intenso a rappresentare quello che le vittime di violenza si portano dentro, a volte per anni, prima di riuscire a parlarne chiedendo aiuto.
Grazie di cuore a tutta la Pallacanestro Varese per la sensibilità dimostrata.
(ANSA) - MILANO, 1 APR - L'orrore, l'insensatezza, la cruda e vile violenza dei fatti di sangue che appaiono sulla cronaca nera dei giornali e delle tv declinate, pero', dalla parte degli apparenti sopravvissuti: i familiari, i parenti, gli amici. E' questo l' obbiettivo, centrato, di 'Vittime per sempre', l'ultimo libro di Barbara Benedettelli.
Nel volume, pubblicato da Aliberti editore (277 pp, 16.50 euro), l'autrice smette consciamente o meno i panni della ricercatrice e della fredda narratrice per partecipare suo malgrado delle sofferenze di chi e' costretto a vivere nel ricordo della fine improvvisa di un proprio caro che sia un padre, un fratello o un bambino.
La prefazione non a caso e' stata scritta da Rita Dalla Chiesa e proprio dal generale dei carabinieri, lasciato solo a combattere la mafia in Sicilia, si dipana un racconto sofferto: una scia di persone uccise e le cicatrici che non saranno mai rimarginate delle loro famiglie. Tommaso Onofri, Tommino nelle parole della zia Patrizia, una vita spezzata a soli 17 mesi, i morti della banda della Uno bianca, Veronica Abbate uccisa a 19 anni dal suo ex fidanzato, Tamara Monti uccisa dal vicino di casa per l'abbaiare dei suoi cagnolini e tanti altre vittime sono non l'oggetto di un'idagine pruriginosa, ma il modo per dire della sofferenza e della tristezza che ha lasciato la loro scomparsa.
E anche per denunciare l'ingiustizia - questa una tesi rimarcata da tanti parenti - di un sistema penale che non punisce come dovrebbe.
"Basta!", mostra fotografica a sostegno delle vittime della violenza è a Fano. Ringraziamo in particolare il vice Sindaco e assessore alle pari opportunità Maria Antonia Cucuzza, Maria Flora Giammarioli e Angelo Bertoglio per la grande sensibilità e per aver voluto ospitare il progetto ma soprattutto per aver dato voce al messaggio rappresentato da "Basta!".
L'8 Aprile successivamente alla mostra ci sarà l'incontro con Barbara Benedettelli, scrittrice e autrice del libro "Vittime per Sempre". Barbara è da anni al nostro fianco in questo impegno e al fianco delle vittime di violenza. "Vittime per Sempre" dedica a loro attenzione e fa riflettere sulla condizione in cui si trovano a vivere i familiari delle vittime dopo il crimine subito. Tra i casi trattati anche quello di Tamara. Barbara attraverso le sue parole e le testimonianze delle vittime chiede attenzione e giustizia per chi è rimasto e deve continuare a vivere.
L'inizio d'anno è stato segnato dalla mancanza di Elga, una bambina ospite di casa di Gabri, che ci ha lasciati dopo soli 15 mesi di vita. A lei, alla sua famiglia e a tutto il personale di Casa di Gabri va il nostro forte abbraccio.
In questi mesi (soprattutto per Natale) abbiamo donato alle case famiglia di Agorà 97 (http://agora97.it/) del materiale necessario sia per l'educazione dei bimbi sia per agevolare il regolare funzionamento delle strutture. Quando si pensa ai bambini l'attenzione spesso si rivolge al bisogno di vestiti e giochi. In una casa famiglia ci sono però anche necessità pratiche legate al funzionamento e al mantenimento della struttura. Vogliamo ringraziare in particolare G.A.M. MOTOR GARDEN per la donazione di un compressore e di un'idropulitrice. Grazie a tutti voi per esserci ed essere soprattutto vicini ai bambini delle strutture da noi sostenute.
Il progetto a sostegno delle vittime della violenza, dopo l'inaugurazione della prima mostra tenutasi a Firenze col patrocinio del Comune, continuerà il suo percorso attraverso l'Italia nel 2011. L'urlo di dolore e rabbia delle vittime (grazie a tutti le persone che hanno prestato il proprio volto per dare voce al messaggio) proseguirà fino a che qualcuno vorrà ascoltarlo per fare in modo che chi deve affrontare una nuova vita di dolore e innumerevoli difficoltà non sia più lasciato solo.
L'assistenza in questo percorso in cui di certo esiste solo la fragilità e la certezza di ciò che si è perso per sempre non può essere affidato a sporadiche iniziative.
Non è civile lasciare solo chi ha subito una violenza che gli cambierà la vita. Per sempre.
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Chiunque sia interessato a portare nella propria città la mostra è pregato di contattarci telefonicamente o via mail ____
"Basta!" Mostra fotografica a sostegno delle vittime della violenza
"Basta!" è un progetto fotografico realizzato da Tamara - onlus per porre l'attenzione sul problema del sostegno alle vittime della violenza sia nei giorni di massima attenzione in cui è stato subito il crimine, sia quando i riflettori si spengono, nei periodi successivi in cui la vittima o la famiglia della vittima deve affrontare una nuova fase della propria vita senza avere le forze a livello psicologico, i mezzi e i riferimenti per farlo. La vittima troppo spesso si trova abbandonata, chiusa in se stessa piena di paure e di certezze negative che le impediscono di gestire la fase post trauma, nella propria sensibilità, nei rapporti personali, sociali e di lavoro. Gestire in proprio un crimine subito porta spesso ad errori o a una fase di chiusura che ostacola il tentativo di affrontare una vita che non è stata scelta. Tamara - onlus ritiene che sia fondamentale aiutare le vittime della violenza facendo un primo passo verso di loro, senza aspettare che siano esse a trovare il coraggio di compierlo quando ormai è tardi, accompagnandole in un percorso che le aiuti a reintrodursi nella nuova difficile realtè.
L'inaugurazione sarà il 25 Novembre 2010 a Firenze, città che nella figura del Sindaco Matteo Renzi e dei suoi splendidi collaboratori ha dimostrato nei fatti, ancor prima che nelle parole, di aver compreso la gravità della situazione di chi purtroppo rimane vittima di gesti criminali. A loro e a tutte le persone che ci hanno aiutato va il nostro immenso grazie!
Testimonials:
Alberto Brandi Alena Seredova Alessandra Nardo Alessandro Cantarella Alessandro Rostagno Andrea Montovoli Andrea Pellizzari Andrea Roncato Andrea Santonastaso Angelo Pintus Anna Valle Barbara Benedettelli Baz Beppe Bergomi Beppe Convertini Bruno Arena Bruno Longhi Claudio Brachino Carmen Russo Claudia Penoni Claudio Chiappucci Cristian Brocchi Cristiano Militello Cristina Chiabotto Cristina Del Basso Daniele Rocca Dario Cassini Dario Vergassola Davide Paniate Davide Paolini Elena Di Cioccio Elenoire Casalegno Elisabetta Cianfanelli Emanuele Filiberto di Savoia Emilio Gatto Enzo Paolo Turchi Eva Henger Federica Panicucci Federico Basso Filippo Nardi Francesca Senette Franco Trentalance Gene Gnocchi Giacomo Galanda Giampiero Perone Gianluca Zito Gianmarco Pozzecco Gianni Cinelli Gip Guido Meda I ditelo voi I Turbolenti Johnathan Kashanian Keila Guilarte Gonzalez Leonard George Lorenzo Riva Luca Serafini Marco Balestri Marco Marzocca Mary Carbone Massimiliano Rosolino Massimo Scatta Maurizio Mosca Max Cavallari Max Laudadio Micol Ronchi Milena Miconi Natalia Titova Nicola Savino Nikki Paolo Cavallone Paolo Cevoli Paolo Migone Patch Adams Pucci Regina Ringo Rita Pelusio Rossella Brescia Sergio Sironi Silvia Baldo Stefano Borgonovo Tessa Gelisio Veridiana Mallmann Vittorio Sgarbi
"Basta!" è dedicato a Mara e a tutte le vittime della violenza
Associazione Benefica Tamara diventa Onlus. La nuova denominazione sarà TAMARA - ONLUS.
Per quest'anno non è ancora possibile destinare a noi il 5 x mille perciò se chi condivide il nostro impegno lo desidera può donarlo alle Comunità alloggio per bambini che sosteniamo da ormai 3 anni: www.agora97.it .
Agorà 97 Onlus
Sezione dedicata al "sostegno del volontariato" codice fiscale 02329530139
Si è spento la notte scorsa Maurizio Mosca. Ho conosciuto Mosca per la realizzazione della foto per il progetto "Basta!". E' stato da subito gentilissimo e molto sensibile al problema delle vittime della violenza e delle persone in difficoltà. Nelle foto ha messo il cuore e non solo il viso. Ho incontrato tante persone ma di Maurizio mi ha colpito subito la semplicità e la generosità. Grazie Maurizio
Tutti insieme stringiamo in un dolce abbraccio te, la tua famiglia e tutte le persone che ti hanno voluto bene
Di recente abbiamo donato a Casa di Gabri, Casa di Luca e Casa di Miro, strutture facenti parte di Agorà97 (www.agora97.it) che sosteniamo da anni, diversi beni per i bambini ospitati e per le case famiglia dove vivono. Pubblichiamo qui la lettera di ringraziamento ricevuta. Il vero grazie va a loro e a tutti voi per l'unione di amore e forze che permette a quei bambini di vivere in serenità. Grazie di cuore!
Da tutti noi un grazie immenso ad ALPLA di Tortona (www.alpla.com) e ad Elisabetta Travaglini per aver scelto di sostenere i nostri progetti in un periodo importante come quello del Natale. Grazie veramente di cuore a tutti voi con cui insieme potremo essere più vicini ai bambini di Casa di Gabri (http://www.agora97.it/casadigabri.php) :-)
Con le parole di un tema che Mara scrisse a 11 anni vogliamo essere vicini a tutte le donne, a tutte le vittime della violenza e a chi condivide ogni giorno con loro un dolore immenso che si può mascherare ma mai cancellare.
Come Associazione Tamara, come volontari e come familiari di Tamara vogliamo ringraziare di cuore l'FC Internazionale Milano per il sostegno datoci. L'Inter è da sempre attiva nel sociale, con grande sensibilità e discrezione. Un impegno vero che abbiamo potuto vivere in prima persona e che ci stimola a continuare con sempre maggiore energia, amore e umiltà. Grazie di cuore Inter e un grazie speciale a Fausto Sala!
Oggi ci ha lasciati Babacar, un bambino ospite di Casa di Gabri, affetto una malattia purtroppo molto grave che lo ha costretto a vivere fino all'ultimo giorno in condizioni di salute e di vita estremamente complicate. Ciao Baba, a te va il nostro saluto e un dolce immenso abbraccio.
Un abbraccio anche a tutti gli educatori e il personale di Casa di Gabri che ogni giorno appoggiano nel silenzio la propria tristezza per lasciare unicamente spazio alla professionalità, all'amore e al dedicarsi a chi soffre e non può aiutarsi da solo. A causa di malattie gravissime e soprattutto essendo bambini molto piccoli.
il 17 Giugno 2009, in Corte d'Assise d'appello di Bologna i giudici hanno confermata in toto la condanna di 3 anni di ospedale psichiatrico e 14 di carcere per Alessandro Doto, assassino di Mara.
L'omicidio era avvenuto il 2 Febbraio del 2007, a causa dell'abbaiare dei due cagnolini di Mara.
Doto, colto in flagrante al momento dell'omicidio, reo confesso e mai pentito, era stato ritenuto fortemente pericoloso e a rischio di reiterazione del reato.
Non si può gioire di nulla quando si perde una persona, nemmeno per una condanna, che riteniamo comunque troppo leggera. Rimane almeno la soddisfazione di non averla vista ridurre. In corte d'Assise poteva essere ridotta ma non aumentata.
Inizia in questi giorni un nuovo progetto dedicato a tutte le vittime della violenza e alle loro famiglie e che verrà reso pubblico al termine dei lavori. Si ringraziano in anticipo tutti colori che hanno già aderito e coloro che parteciperanno.
A Casa di Luca e Casa di Miro, strutture facenti parte di Agorà97, da noi già sostenute si è aggiunta da poco tempo la neonata Casa di Gabri che ospiterà bambini affetti da gravi patologie e prospettive di vita limitate nel tempo.
L’obiettivo è quello di accogliere i piccoli in una casa, in alternativa all’ospedale, all’istituto o alla famiglia, qualora questa non fosse presente o in grado di gestire i bisogni sanitari del bambino. E' previsto un progetto individualizzato di cura e di assistenza in un contesto accogliente e famigliare.
Casa di Gabri accoglie fino a 5 minori da 0 a 3 anni, di cui 4 posti residenziali ed 1 posto riservato al pronto intervento e/o sollievo. I bambini, se necessario, potranno restare nella comunità anche oltre il 3º anno. L’inserimento avviene su richiesta dei Servizi Sociali contattati dagli ospedali o dal Tribunale per i Minorenni.
L’equipe di operatori è formata da personale qualificato ed altamente motivato, con formazione permanente ed adeguata, supportato dalla supervisione psicologica e spirituale.
Responsabile
Coordinatore
Psicologo consulente
Medico pediatra, rianimatore, palliatore
Infermiere Professionale
Educatore Professionale
Opeatori socio-sanitari
Fisioterapista
Sacerdote
Casa di Gabri, oltre al servizio sanitario specialistico, � attenta alla crescita globale del bambino anche per quegli aspetti educativi non legati alla patologia, attraverso un’adeguata stimolazione psico-pedagogica.
Abbiamo scelto di essere anche noi accanto ai bimbi di Casa di Gabri e a tutti coloro che partecipano a questo progetto di amore e di vita.
Ecco alcune immagini dell'inaugurazione di Casa di Gabri a cui hanno partecipato 4 storici capitani dell'Inter (societ� che insieme ai Bindun che ha contribuito alla realizzazione di questa nuova comunit� per bambini) Beppe Bergomi, Javier Zanetti, Sandro Mazzola e Giuseppe Baresi oltre Nazzareno Canuti e Roberto Galia.
Il processo, il rispetto delle vittime e la certezza della pena
Il rispetto delle vittime e la certezza della pena dovrebbero essere punti fermi della nostra vita e di una società civile. In Italia invece bisogna lottare anche per questo. Si scopre anche imbattendosi nella giustizia italiana che un criminale, nel processo penale ha più diritti della vittima. Si scopre che chi uccide ed è l'unico a poter raccontare la versione dei fatti, la propria (e di comodo) versione dei fatti, è colui a cui per legge bisogna credere senza dubitarne. Non si può dubitare secondo il codice penale della versione raccontata da un assassino. Si chiama "IN DUBIO PRO REO". Questa frase è nata nel diritto romani per indicare che è meglio che il giudice, quando non v'è certezza di colpevolezza, accetti il rischio di assolvere un colpevole piuttosto che condannare un innocente. Anche quando come nel caso di Alessandro Doto, l'assassino di Mara, il criminale è colto in flagrante, reo confesso e non pentito. V'è certezza di colpevolezza ma non sulle motivazioni che sono alla base dell'omicidio da lui compiuto ai danni di Mara. La ricostruzione dei fatti e le cause del gesto compiuto riportata dall'assassino non è mai stata messa in dubbio dal giudice per questo motivo. In dubio pro reo. Ricordo che Doto ha affermato di essere sceso dal piano superiore, senza sapere chi avrebbe trovato sulle scale, al tempo stesso asserendo però che aveva in mano un coltello da cucina "solo per spaventare" Tamara. Ha anche affermato che lei lo avrebbe aggredito e lui avrebbe reagito accoltellandola solo dopo ciò. Con 25 coltellate.
La legge dice se in un accaduto riguardante solo due persone, senza testimoni, non potendo raccontare la propria versione una di queste si crede all'altra. E' ovvio che se una delle due è stata uccisa non può raccontare la propria versione, così come è altrettanto ovvio che l'unica che può farlo è l'assassino. Secondo la legge italiana bisogna credere all'assassino.
Buon Natale, signori giudici della Terza sezione della Corte d’Assise. Che la digestione dei pranzi e del panettone, mischiata alla vostra limpida coscienza, vi sia stata lieve. Di uno di voi, il presidente Angelo Gargani, conosciamo anche il nome, e non lo dimenticheremo. E' veramente raro infatti, sia pur nel desolante panorama offerto dalla magistratura italiana, incontrare una sentenza, quale quella che voi avete emesso nel caso dell’omicidio di Giovanna Reggiani, tanto ipocrita, vile, maschilista, inetta, diseducativa. Ho letto e riletto le frasi della motivazione, sforzandomi di capirne il valore sociale e di cogliere il vibrato del dettato costituzionale. Niente da fare.
«La Corte pur valutando la scelleratezza e l’odiosità del fatto commesso in danno di una donna inerme e da un certo momento in poi esanime, con violenza inaudita, non può non rilevare che sia l’omicidio che la violenza sessuale, limitata alla parziale spoliazione della vittima e ai connessi toccamenti, sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori contingenti: lo stato di completa ubriachezza e di ira per un violento litigio sostenuto dall’imputato e la fiera resistenza della vittima. In assenza degli stessi, l’episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi».
Vado avanti, finchè mi regge lo stomaco. L’assassino, a causa della reazione della vittima, «non riesce ad averne ragione a mani nude»; la sua responsabilità, unico aggressore, «è pienamente provata. La selvaggia violenza dei colpi sarebbe stata inutile se l’azione fosse stata condotta da più persone»; ciononostante «all’epoca era ventiquattrenne, incensurato, e l’ambiente in cui viveva era degradato. Queste circostanze, assieme al dettato costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione, inducono la Corte a risparmiargli l’ergastolo, concedendogli le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate, pur irrogando la pena massima per l’omicidio».
Non sfiora l’anima bella dei giudici l’idea che proprio in un caso come questo sarebbe stata necessaria la pena esemplare dell’ergastolo: si è trattato di un episodio mostruoso, l’assassino è stato trovato ricoperto di sangue, fino all’ultimo, fino alla sentenza, ha scelto di negare la colpevolezza, ha seviziato e ucciso per ottenere gli spiccioli di una borsetta. Queste sono aggravanti, non attenuanti. L’omicidio Reggiani ha turbato il Paese e fatto riflettere gli abitanti della capitale sulla necessità vitale di non rimanere indifferenti al degrado, li ha fatti riflettere sull’insipienza di un’Amministrazione, quella del sindaco Walter Veltroni, che ostentava un controllo sociale che invece non sapeva nè voleva svolgere. Contro qualunque pericolo di riflusso razzista, contro la manipolazione della legittima protesta dei cittadini, proprio una sentenza esemplare sarebbe stata opportuna. Avrebbe indicato ai delinquenti del mondo che penetrano l’Italia come un territorio di facile e impune saccheggio che qui c’è una legge che sa essere severa. Nessun dettato costituzionale, infatti, sia pur di una Costituzione che viene tirata da troppe parti come un elastico logoro, richiede che un italiano debba abdicare alla propria sovranità e sicurezza in patria.
Nelle parole che in italiano arduo quanto impreciso illustrano le ragioni dei giudici c’è un sentimento ancora più deteriore: c’è addirittura il disprezzo per la vittima e segnatamente il disprezzo per una donna. Vengono ancora, con disinvoltura colpevole, utilizzate le vecchie motivazioni dei processi per stupro, ovvero il comportamento dell’aggredita. Solo che nel caso della povera Reggiani si rovescia il ragionamento. E' colpevole perchè ha resistito, perchè le cosce le ha tenute serrate e il seno ha cercato di proteggerlo dall’insulto. E' colpevole perchè se così non avesse fatto nessuna l’avrebbe ammazzata, solo seviziata, violentata, rapinata, riempita di botte. Se avesse capito, la sventata, che il suo povero assalitore altro non era che un ragazzino sbandato, ubriaco e anche un po’ incazzato perchì gli era toccato di sostenere un litigio, che la voleva solo spogliare parzialmente e toccarla un po’, che le voleva portare via la borsetta e poi lasciarla in pace, ecco se fosse stata abbastanza furba da comprendere le circostanze e la psicologia dell’assassino, oggi sarebbe viva. E' lei la colpevole.
Signori giudici, per difendersi da voi c’è poco da fare, tra di voi vi assolvete sempre. Mi basterebbe sapere che in calce a queste quattro frasi di una a cui avete fatto andare il Natale di traverso, ci siano nei prossimi giorni un po’ di firme di gente che da voi prende le distanze, e non vi riconosce come degni.
L'associazione Benefica Tamara specifica che non è in alcun modo legata alla struttura OLTREMARE di Riccione, nè mai c'è stata collaborazione tra le due parti. Non abbiamo mai ricevuto alcun sostegno da Oltremare perciò preghiamo chiunque volesse affiancare il nostro impegno a favore di bambini e donne vittime della violenza di rivolgersi direttamente a noi, tramite i contatti riportati sul nostro sito.
25 novembre GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE
Oggi 25 Novembre è la giornata mondiale contro la violenza alle donne. A Milano si terrà una fiaccolata che partirà dalla Basilica di San Carlo (Corso Vittorio Emanuele) verso le 19.00 (preceduta da una messa alle 18.00) e che si dirigerà a Piazza del Duomo. Chi non potesse partecipare di persona può accendere una candela in ricordo di tutte le donne vittime della violenza
PEDOFILIA: ARRIVA UN SOFTWARE PER PROTEGGERE I MINORI SU INTERNET
(ASCA) - Roma, 13 nov - Si installa il browser sul computer e quando un bambino cerca una parola ''proibita'' arriva al genitore un sms sul cellulare e il programma blocca la pagina. Si chiama ''Clicksicuro.it'' ed e' il software contro la pedopornografia on-line che e' stato presentato questa mattina dal presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia, Alessandra Mussolini, e dalla vice presidente, Gabriella Carlucci.
Uno strumento che potra' essere usato da genitori e insegnanti a partire dal 15 dicembre, giorno in cui verra' installato sul sito del ministero delle Comunicazioni e potra' essere scaricato.
Perche', come sottolineato da Alessandra Mussolini, ''internet non e' solo virtuale perche' attraverso la rete si fanno degli incontri reali''. E allora, grazie a questo programma, gli adulti potranno decidere delle parole chiave e dei siti internet da ''bandire'' ai propri figli, ma non solo. ''A fine navigazione - ha aggiunto Carlucci - i genitori potranno controllare i siti visitati dai ragazzi''.
Il browser puo' essere disattivato solo con una password e sara' l'unico programma disponibile sul pc interessato per la navigazione in internet.
Mi
chiedo cosa ci vado a fare, cosa conto di cambiare mangiando un panino
sul tram per raggiungere un amico. Nulla forse, se non la condivisione
di un dolore e la volontà, in questo giorno di muri che separano dentro
e fuori, di varcare personalmente questa soglia, annusare gli odori di
case trucidate, accoltellate, uccise. Mi aspetto di trovare un odore
acre di sangue versato, e invece trovo il profumo delicato di una Mamma che poi, guarda caso, così bionda, così alta, mi ricorda un po’ la mia. C’è il profumo della voce educata di Livio,
nascosto, imbacuccato, e il profumo di quel che resta dell’amore, della
speranza, di chi prova ancora a pensare che non può finire tutto così.
E’
facile fare retorica, e cadere nella trappola del buonismo: dentro i
cattivi e fuori i buoni. Eppure qualcosa stride nelle rotelle inceppate
dei miei ingranaggi mentali. Forse è il pensiero che la differenza tra
chi è dentro e chi è fuori dal carcere, è data solo dalla bravura o
meno del proprio avvocato che conosce la legge e talvolta l’inganno.
Così
scrivo da una panchina di fronte al carcere di San Vittore e vedo
quattro figuranti sparuti, una politica e una televisione, minimo
sindacale, ad occuparsi del caso. Non ci sono titoli cubitali alla
“Corona non perdona”, non ci sono servizi fotografici in presa diretta
e nemmeno un manager pronto a farci firmare jeans, occhiali da sole o
romanzi, praticamente qualunque genere di marchandising. “I morti non
parlano”, dicono, ma i morti hanno delle famiglie, madri, padri,
fratelli, figli e il silenzio dignitoso di oggi meriterebbe un’eco un
po’ più ampia. Sentire il silenzio che lascia una persona uccisa nella
propria casa è qualcosa che vale molto di più dei megafoni, degli
striscioni, dei manganelli e delle posizioni politiche. Ci dividono
pochi metri dal frastuono, ma qui c’è dignità e pare non faccia
notizia. Mi viene un po’ di vomito davanti a tutto questo e, ne sono
certa, che la colpa non sia del panino mangiato di corsa sul tram.
Domani
sarà tutto uguale, la D’Urso ne parlerà forse un po’ e qualche
casalinga resterà impressionata. E con tutto il rispetto per Barbara
D’Urso (e con tutta la gratitudine per aver fatto le corse per potere
essere almeno un secondo qui oggi) penso che sia un po’ triste pensare
che di tutte le televisioni PUBBLICHE e private, i Tg, i giornali, solo
Mattino5 si sia preso la briga di seguire questa battaglia. Domani sarà
silenzio e non certo il silenzio educato e composto che trovo oggi
davanti ad un cuore di ceri. No, domani sarà un silenzio connivente, un
silenzio che non solo è totalmente incapace di proteggerci nelle nostre
case, ma è ipocrita e orribile facciata di ideologie e “grane
politiche” che nessuno vuole affrontare per garantire quello che di più
elementare c’è: la certezza della pena. Qui non si parla di legge del
taglione, di vendetta, di persecuzione come qualcuno vuole liquidare
velocemente. No. Si parla di qualcuno che ha ucciso e che non paga. E
diventa allora difficile spiegare a dei ragazzi, che ora sono sotto la
tua tutela, che loro madre, tua sorella, è stata uccisa dall’uomo che
ha dato quel cognome che oggi pesa. E’ difficile per una come me che
canticchia “give peace a chance” mentre guida o pulisce i vetri,
sentire dire “non riesco a perdonare”. Fa paura, ma sento nella voce
che si spezza, una voglia feroce di essere una persona capace di
superare tutto questo. Mi viene da pensare che se qualcuno pagasse per
l’efferato, vigliacco delitto commesso, sarebbe più facile ristabilire
un ordine delle cose. Sapere che il cattivo è chi ha ucciso e non tu
che ti trovi a combattere con i sensi di colpa per quei pensieri feroci
che non ti appartengono, ma che a volte si affacciano in un lampo di
ricordo, potrebbe ridare la speranza di tornare ad essere Persone e non
vittime.
E
tra tutti i controsensi questa giornata non posso non pensare anche
alla presenza della Santanchè. Non avrei scommesso una virgola sulla
sua presenza qui oggi, nonostante la promessa fatta davanti ai
riflettori. D’altro canto, chi crede ancora alle promesse dei politici?
Dicono anche che sia “nera” e non so bene cosa significhi, a me oggi
pare beige, come al camicia di raso che indossa ben abbinata ai tacchi
e all’ombretto. A guardala bene sembrerebbe proprio una donna, e allora
la promessa di questa mattina forse è una promessa di Donna e, forse
proprio per questo, viene mantenuta. Una donna con un numero importante
salvato nella rubrica del suo cellulare, quello del Ministro Alfano,
che lei chiama per assicurare un colloquio con i parenti delle vittime
della violenza. Il Ministro è impegnato, ma richiamerà entro un’ora, ce
lo assicura. Poi deve scappare, c’è un’assemblea di classe di suo
figlio. Ci sediamo ad aspettare, guardandoci negli occhi, raccontando
un po’, guardando di sguincio l’orologio e dicendo “no, ma vedrai che
chiamerà” ma con quel tono di chi si è raccontato troppe volte che non
può sempre piovere.
Meno
di un’ora e il telefono squilla, l’incontro si farà a Roma il 28
ottobre. La voce trema, gli occhi non trattengono lacrime, nemmeno lui,
il fratello, il duro bergamasco. Abbracci, “gioia”, stomaci che si
allargano e si ricordano che sono le quattro del pomeriggio e nessuno
lì ha ancora mangiato. Una data che si ripete, il 28 ottobre, la voce
trema, il rimmel cola: “è il compleanno di mia figlia, o almeno lo
sarebbe stato”. E allora diventa tutto qualcosa di più grande, un
segnale che arriva da qualche parte. Perché in questa storia buonista
si crede anche nei segnali, nelle suggestioni e nella certezza
dell’indissolubilità di questi legami. E nonostante questo clima di
piccola infinitesimale vittoria, non riesco a non smettere di pensare
che questa giornata resterà nei miei ricordi e sul foglio degli
appunti, che domani nessuno parlerà di questo. E in questa mia rabbia
inutile ritrovo ancora le parole di chi dovrebbe urlare e invece mi da
forza. Devo andarmene, non posso resistere un secondo di più. E’ stato
tanto, troppo, tutto in poco tempo. Ho le idee molto confuse mentre
risalgo sul tram, ma qualcosa posso fare, qualcosa devo fare. “Ciao
sono io…”
I termini di legge stabiliscono in 3 mesi il termine per depositare le motivazioni di una sentenza. Noi familiari e tutti coloro che amavano Mara stiamo aspettando queste motivazioni di una sentenza che riteniamo incomprensibile e che ci indigna (l'assassino Alessandro Doto condannato a 3 anni di ospedale psichiatrico più 14 di carcere, senza le aggravanti di crudeltà - Mara uccisa con 25 coltellate -, futili motivi - Mara uccisa per l'abbaiare dei cani - e premeditazione - Mara uccisa il giorno prima di trasferirsi in una nuova casa lontana da quella, fatto noto alla famiglia del'assassino -, sebbene il giudice e il perito del tribunale lo ritengano fortemente pericoloso e reputino che potrebbe reiterare il crimine). Sono passati quasi 5 mesi con 2 di ritardo rispetto al termine ultimo per farci sapere in base a cosa il giudice Lorena Mussoni abbia deciso per una condanna di questo tipo. Chiediamo solo ciò che è nostro diritto, umanamente e a termine di legge. Sapere quelle motivazioni. Non si ha idea di quanto ancora il giudice Lorena Mussoni vorrà farci aspettare.
Sono state realizzate 30 copie numerate di un quadro che per Tamara significava moltissimo. Uno dei pochi e l'ultimo di quelli che possedeva, quando era ancora in vita, che non aveva mai voluto vendere. Il dipinto è dedicato a Conan, un cavallo che Mara aveva avuto per molti anni.
Le tele misurano 80x60 cm.e sono in vendita al prezzo di € 100 cad. Il ricavato andrà a sostegno dei nostri progetti.
Per informazioni:
Sabrina 340 6986356
Livio 338 7072174 o livio@tamaramonti.it
Una volta esaurite le litografie non verranno ristampate. Le copie numerate sono quindi uniche.
Vogliamo ringraziare le Ferrovie Nord Milano per il contributo che ci è stato fatto avere per sostenere i nostri progetti. Un grazie veramente di cuore da parte di tutti noi!! Siamo felici di avervi tra i nostri amici!!
Petizione contro il sito dell'Associazione Pedofili
Sembra impossibile ed invece è vero. Esiste un'associazione e un sito di un gruppo di persone che apertamente vantano e diffondono l'orrore chiamato pedofilia. E' un'associazione danese, di uno stato quindi facente parte dell'Unione Europea (che permette queste cose). Il sito era già stato chiuso in passato ma da tempo ha riaperto. Di seguito c'è un link a una petizione on line per chiederne nuovamente la chiusura.